Presentati i dati 2026 dell’Osservatorio della Finanza Agevolata: una fotografia sul nuovo ruolo degli incentivi pubblici

La ricerca dell’Osservatorio Italiano della Finanza Agevolata (OIFA), presentata all’Università Bocconi, fotografa un cambiamento profondo: gli incentivi pubblici non sono più un’occasione da cogliere, ma uno strumento da integrare stabilmente nella strategia d’impresa.

C’è una domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi prima ancora di guardare i bandi aperti: la mia azienda è organizzata per cogliere le opportunità della finanza agevolata, o continua semplicemente a rincorrerle? Per anni questi strumenti sono stati vissuti come una leva accessoria, utile a ridurre il costo di un investimento già deciso. Oggi questo schema non basta più: la finanza agevolata sta diventando parte integrante della competitività aziendale.

Cosa dice la ricerca OIFA

Lo studio analizza oltre 3.000 bandi pubblicati tra il 2022 e il 2025, integrati con tre casi studio aziendali annuali e un questionario sottoposto a un campione di imprese. Un lavoro che mostra come la finanza agevolata non possa più essere letta come semplice distribuzione di contributi. Va interpretata da tre prospettive contemporaneamente: quella del sistema Paese, che la usa per sostenere la competitività nazionale; quella delle imprese, chiamate a integrarla nella propria strategia; e quella dell’efficienza nell’uso delle risorse pubbliche. Per un imprenditore questo significa una cosa concreta: non basta conoscere gli incentivi disponibili, occorre comprendere la logica che li genera.

Gli strumenti di sostegno hanno progressivamente abbandonato la logica emergenziale della pandemia, lasciando spazio a interventi strutturali orientati a competitività, investimenti e trasformazione produttiva. La sostenibilità resta la direttrice principale delle politiche di incentivazione, affiancata da investimenti materiali e immateriali, trasformazione digitale e competitività d’impresa. Lo stesso Osservatorio segnala un indicatore coerente con questa lettura: la quota di risorse effettivamente erogate rispetto a quelle stanziate è salita dal 37% al 65% negli anni 2022-2024, segno di una crescente capacità delle imprese di intercettare e utilizzare gli strumenti disponibili. Se il piano industriale non tiene conto di queste traiettorie, la distanza tra gli obiettivi dell’azienda e quelli delle politiche pubbliche renderà sempre più difficile intercettare le risorse disponibili. 

Cosa significa per le imprese marchigiane

La maggior parte delle misure è numericamente rivolta alle PMI, ma osservando la distribuzione economica delle dotazioni il quadro si complica: le grandi imprese continuano ad accedere a strumenti di valore significativo. 

Una strategia efficace, quindi, non si costruisce contando quanti bandi esistono, ma valutando quali strumenti sono realmente coerenti con gli obiettivi di sviluppo dell’impresa.

Le aziende che affronteranno la finanza agevolata in modo episodico arriveranno sempre tardi, investendo solo quando esce un bando. Le imprese più evolute faranno il percorso inverso: partiranno dal piano industriale, individueranno gli investimenti necessari e costruiranno una strategia capace di integrare sistematicamente gli strumenti pubblici disponibili. È un cambiamento culturale prima ancora che finanziario, che coinvolge la governance, la pianificazione industriale e la capacità di leggere le politiche economiche.

Le Marche, con un tessuto fatto di PMI manifatturiere spesso a conduzione familiare e fortemente orientate ai mercati internazionali, sono un territorio in cui la pianificazione degli investimenti è particolarmente rilevante. Integrare stabilmente la finanza agevolata nella strategia aziendale può diventare un vero fattore di vantaggio competitivo, non inseguendo ogni incentivo, ma programmando innovazione, sostenibilità e crescita in coerenza con le direttrici delle politiche pubbliche.

In sintesi

I bandi continueranno a cambiare, così come risorse, priorità e strumenti. 

Ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità delle imprese di leggere questi cambiamenti e integrarli nella propria strategia di sviluppo. Il vantaggio competitivo del futuro non dipenderà dal singolo contributo ottenuto, ma dalla capacità di costruire un’organizzazione che sappia usare la finanza agevolata come leva permanente di innovazione, investimento e crescita.

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Marco Santini

My Team Lab Srl
Confindustria Giovani Pesaro-Urbino

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