Mismatch delle competenze, calo demografico, invecchiamento della popolazione.
Sono temi ricorrenti nel dibattito pubblico, ma nelle Marche stanno assumendo un peso strutturale. Oggi la questione non riguarda soltanto i numeri. Riguarda la capacità del territorio di attrarre, trattenere e valorizzare capitale umano qualificato. Ed è proprio il capitale umano a determinare, sempre più, la competitività economica e la qualità dello sviluppo locale.
Le dinamiche demografiche e i numeri dell’esodo
Le dinamiche demografiche della nostra regione sono evidenti: diminuisce la popolazione in età attiva, cresce la quota degli over 65 e continua la mobilità di giovani e professionisti altamente qualificati verso altre aree del Paese o all’estero.
I dati parlano chiaro: tra il 2011 e il 2024 oltre 630 mila giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia; solo tra il 2023 e il 2024 più di 18 mila persone sono partite dalle Marche.
Le proiezioni ISTAT confermano una tendenza alla riduzione della popolazione complessiva, con un calo significativo della forza lavoro potenziale.
L’indagine: identikit del talento marchigiano
In questo scenario, Confindustria Ancona ha scelto di approfondire il fenomeno andando oltre la dimensione statistica. In collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche è nata la ricerca “Le tue radici, il futuro delle Marche”, con l’obiettivo di comprendere le motivazioni alla base della partenza e individuare le condizioni che possano favorire un rientro o, almeno, un contributo attivo a distanza.
Lo studio si basa su una mappatura dei profili professionali, su un questionario strutturato che ha raccolto oltre 900 risposte e su focus group di approfondimento. Il 94% dei partecipanti è di origine marchigiana; il restante 6% ha vissuto nelle Marche per studio, lavoro o motivi familiari.
L’età mediana è di 33 anni: il 60% rientra nella fascia 25-35 anni, ma circa il 30% ha più di 40 anni. Si tratta dunque non solo di giovani all’inizio del percorso professionale, ma anche di figure già consolidate. Il livello di istruzione è elevato: oltre il 94% possiede una laurea o una specializzazione post-laurea. L’82% dei rispondenti è rimasto in Italia, prevalentemente a Milano, Roma e Bologna; il 18% lavora all’estero.
Particolarmente significativo è il dato sulla seniority:
- il 48% è composto da professionisti senior ed executive, con oltre sei anni di esperienza e ruoli decisionali;
- il 27% da figure middle;
- l’8% da liberi professionisti;
- l’1,5% da imprenditori.
Un patrimonio di competenze strutturate, relazioni consolidate e capacità manageriali già pienamente sviluppate.
Perché si parte? Le ragioni di una scelta
Quanto alle ragioni della partenza, emergono con chiarezza alcuni fattori chiave. Lavoro qualificato e retribuzione rappresentano insieme il 35% delle motivazioni. Seguono innovazione tecnologica (14%) e networking professionale (12,5%). Mobilità e servizi culturali risultano rilevanti, ma non prioritari.
Il quadro che emerge è netto: l’attrattività territoriale non si fonda soltanto su qualità della vita e sistema formativo, ma sulla capacità di offrire opportunità professionali adeguate, percorsi di crescita, modelli organizzativi moderni e sistemi di welfare coerenti con le aspettative delle nuove generazioni.
La propensione al rientro e la nuova community
Sul fronte del rientro:
- il 30% dichiara di starlo già valutando;
- il 55% lo prenderebbe in considerazione a determinate condizioni; l’11% non lo prevede nei propri piani;
- il 4% resta indeciso.
Ancora più rilevante è il dato secondo cui l’82% dei rispondenti sarebbe disponibile a contribuire attivamente allo sviluppo delle Marche anche senza un ritorno fisico.
Alla luce di questi risultati, Confindustria Ancona intende promuovere la costruzione di una community strutturata di talenti marchigiani: una piattaforma stabile di relazione tra professionisti originari della regione, sistema produttivo, istituzioni e mondo della formazione.
L’obiettivo è favorire il trasferimento di competenze, sostenere processi di innovazione nelle imprese, rafforzare attività di orientamento e mentorship e contribuire alla definizione di politiche territoriali più aderenti alle trasformazioni in atto.
Dalle parole ai fatti: gli strumenti per il futuro
Accanto alla community, è previsto un programma di iniziative pubbliche e momenti di confronto per mantenere alta l’attenzione sul tema dell’attrattività, insieme ad azioni rivolte alle imprese per stimolare una riflessione sulla qualità del lavoro, sui modelli organizzativi e sulle politiche di welfare.
Saranno inoltre sviluppati strumenti dedicati al matching tra domanda e offerta di lavoro qualificato, affinché la ricerca non resti una semplice fotografia, ma diventi il punto di partenza di un percorso operativo orientato a risultati concreti.
Le Marche dispongono di una solida vocazione manifatturiera, di un sistema universitario qualificato e di riconosciuti livelli di qualità della vita. La sfida ora è trasformare questi punti di forza in opportunità professionali competitive su scala nazionale e internazionale.
Le dinamiche demografiche delineano uno scenario complesso. Le scelte che verranno compiute oggi ne determineranno gli effetti sul sistema produttivo di domani.
Annalaura Perini
Sifa Technology
Giovani Imprenditori Confindustria Ancona







